Fotosintesi - 2006

Mostre pomologiche

Durante il 2006, grazie al finanziamento della Regione Emilia-Romagna (L.R. 28/98), il Crpv ha organizzato ben 11 mostre pomologiche: 6 aperte al pubblico e 5 destinate all'aggiornamento di ricercatori, tecnici e vivaisti.
Realizzate in collaborazione con le aziende sperimentali regionali ASTRA-Innovazione e Sviluppo di Imola, M. Marani di Ravenna e Martorano 5 di Cesena, e con la messa a disposizione di campioni da parte di diversi centri di ricerca, istituti sperimentali e aziende vivaistiche, le Mostre pomologiche hanno effettivamente evidenziato particolare interesse negli operatori del settore frutticolo.
Tecnici, agronomi, vivaisti e agricoltori (536 le presenze complessive del 2006) confermano ogni anno l'interesse e il gradimento per le iniziative anche grazie alla puntuale distribuzione dei cataloghi contenenti le principali informazioni (nome, provenienza, epoca di maturazione, pezzatura, ecc.) relative alle varietà esibite.
Il calendario 2006 è stato inaugurato con la presentazione di nuove proposte varietali di ciliegio a maturazione precoce. L'iniziativa, tenutasi il 31 maggio nel vignolese, una delle zone più vocate per la cerasicoltura, ha presentato una panoramica sull'attuale scenario varietale di ciliegio e sulle numerose novità (sia estere che di origine nazionale). Notevole l'interesse anche per le mostre di pesco ed albicocco tenutesi il 12 luglio a Cesena, presso l'azienda Martorano 5 (in concomitanza con le III Giornate tecniche dell'albicocco) e il 26 luglio presso l'az. Agricola Lodi Riccardo. A Reda di Faenza (Ra) il 27 agosto nell'ambito della XXV Mostra della Fruttivitivinicoltura, il Crpv ha allestito una mostra di pesco tardivo che ha accolto ben oltre 150 visitatori, mentre il 13 settembre presso l'Azienda Sperimentale M. Marani è stata la volta di melo precoce e pero.
E' stata la mela, invece, la protagonista dell'ultima Mostra pomologica stagionale che si è svolta presso l'assessorato provinciale all'Agricoltura di Ferrara.
In questa occasione i campioni presentati provenivano da zone di pianura e collinari di Imola, Ravenna, Ferrara e Forlì. Si è trattato di una scelta geografica ben precisa, per mettere in evidenza le caratteristiche quali-quantitative della mela di pianura, rispetto a quella di montagna.
All'interno della mostra erano presenti anche campioni di pero per fare il punto della situazione della pericoltura in Italia, soprattutto nella zona di Ferrara.

Le tipicità per la valorizzazione della filiera vitivinicola

Si è svolto Venerdì 24 Novembre, a Faenza, un importante appuntamento dal titolo: ' Le tipicità per la valorizzazione della filiera vitivinicola', organizzato dal Crpv in collaborazione con Astra- Innovazione e sviluppo, la Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna e con il contributo della Regione Emilia-Romagna. Il convegno (i cui atti sono disponibili al link
http://www.crpv.it/2003/MailAttachments/AtticonvegnoVitigniMinori.zip ), moderato dal Prof. Galassi ha analizzato tutti gli aspetti inerenti la filiera vitivinicola, dalla selezione clonale agli aspetti agronomici, tecnologici, di ricerca e marketing. Sia l'esposizione del Dott. Farinelli (Vitis Rauscedo) che quella del Dott. Bordini (agronomo, libero professionista) hanno messo in evidenza il rinnovato interesse verso i vitigni minori in quanto artefici di qualificazione di un territorio, ed in particolar modo quelli che hanno dimostrato di possedere alti livelli di caratterizzazione qualitativa, adattabilità, buone caratteristiche agronomiche e produzioni costanti.
Il Prof. Giudici (Università di Modena e Reggio Emilia) ha ricordato ai presenti che la selezione dei lieviti va eseguita per caratteri di fitness e di qualità, partendo dalla selezione clonale dalla quale non si può prescindere. Per i lieviti, come avviene del resto anche nei settori animali e vegetali, si deve attuare il miglioramento genetico per ottenere nel breve periodo risultati soddisfacenti.. Un importante contributo è pervenuto dal Dott. Nicolini (Istituto Agrario di S. Michele all'Adige) che, sulla base delle esperienze maturate in Trentino Alto Adige, ha ricordato come la 'valorizzazione' sia un lavoro lungo che richiede l'impegno di tutti gli attori che governano la filiera. Anche in Emilia Romagna, così come ha evidenziato nella sua relazione il Dott. Simoni (Astra-Innovazione e Sviluppo), sono stati identificati e studiati i vitigni locali più interessanti. valutati successivamente anche per le loro caratteristiche enologiche. Oggi, il vino si sta sempre più trasformando da commodity ad un prodotto a marketing differenziato: il Prof. Pirazzoli (Università di Bologna) ha così esortato a ricercare nei rapporti esistenti tra territorio e prodotti agro-alimentari la principale fonte di valorizzazione. I valori del territorio, del vino e delle tipicità sono alla base di un legame virtuoso in grado di migliorare l'interesse di una determinata area a patto che si riesca a fare 'sistema' tra imprese, lavoro, formazione e Istituzioni.

Incontro tecnico Cereali biologici sperimentazione e mercato

Lunedì 9 ottobre si è tenuto l'incontro tecnico su Cereali biologici: sperimentazione e mercato organizzato dal CRPV in collaborazione con Pro.B.E.R.
Nella prima parte dell'incontro C. Piazza dell'Azienda Stuard di Parma ha presentato i risultati delle prove di confronto varietale su cereali autunno-vernini e le liste varietali per la campagna 2006-2007.
L'attività di confronto varietale è stata realizzata nel 2006 nelle Aziende sperimentali Stuard e Marani, mentre le analisi del contenuto proteico della granella sono state eseguite a cura di Conase.
Dal punto di vista della tecnica agronomica adottata è stata rimarcata l'importanza della precessione colturale, tradizionalmente a base di medica o leguminose da granella, che ha consentito di non impiegare fertilizzanti durante la fase vegetativa..
Per il frumento tenero (26 varietà in prova) è stata inoltre evidenziata l'assenza di malattie fungine e di allettamento, mentre per quanto riguarda le rese produttive, nella località di Parma si sono dimostrate ancora una volta del tutto paragonabili a quelle del convenzionale (media di 7,8 t/ha), mentre a Ravenna, causa forti ritardi per avverse condizioni climatiche, sono risultate inferiori. In entrambe le località risultano più che buoni i pesi ettolitrici (con i valori maggiori per Blasco, Trofeo, Serpico e Aster) mentre il contenuto proteico della granella è in linea con quello mediamente riscontrato nella scorsa campagna, con valori di rilievo per alcune varietà come Bologna e Aster.
I frumenti duri (16 varietà in prova) hanno mostrato produzioni medie che si sono attestate sulle 6,1 t/ha, con i valori più elevati per le varietà Simeto e Giove. Dal punto di vista fitosanitario sono però da segnalare attacchi di alternariosi su alcune specifiche varietà.
Per quanto riguarda gli orzi (16 varietà in prova) le medie produttive hanno superato le 5 t/ha con i valori più elevati, analogamente a quanto riscontrato nel tradizionale, per la varietà Sixtine.
C. Piazza ha inoltre illustrato i criteri di valutazione per l'inserimento o l'esclusione di varietà nella Lista di Raccomandazione che vede proposte per quanto riguarda il Frumento tenero, nella classe di Forza Sagittario e Ravenna, nei Panificabili superiori Guadalupe e Soissons (con la raccomandazione che siano coltivati in terreni di buona fertilità), tra i Panificabili Alcione, Centro, Etecho, Positano e Tibet, fra i Biscottieri Artico, Cracklin, Eureka. per quanto riguarda gli Orzi distici Amillis, Baraka, Kelibia e Zacinto. per i polistici Ketos, Marado, Passepartout, Siberia e Sonora.
Nella seconda parte dell'incontro, A. Ferraresi, consulente Pro.B.E.R. ha riferito sui risultati di un'indagine svolta sui listini dei grani teneri e duri delle Borse Merci di Milano e Bologna, uniche a quotare il cereale biologico.
La prima problematica emersa è stata la differenza di denominazione dei grani nelle Borse, con listini non sempre confrontabili.
Analizzando dal 2002 le quotazioni del grano tenero biologico denominato 'fino e panificabile' e quelle del duro 'fino Nord', si sono evidenziate, rispetto al convenzionale, marginalità dapprima elevate poi più ridotte per il frumento tenero, sempre più ridotte e stabili per quello duro, con valori intorno al 20-25%.
Il quadro delineato ha evidenziato alcune criticità del comparto quali la ridotta superficie delle Aziende Biologiche che coltivano cereali a paglia, le produzioni limitate, disperse e non sempre in grado di soddisfare, dal punto di vista tecnologico, le esigenze dei trasformatori, in conseguenza anche dell'assenza di stoccaggio differenziato e della mancata segmentazione sul mercato del grano biologico.

Visite guidate Pomodoro da industria in epoca tardiva

Nel corso degli ultimi 15 giorni si sono svolte le visite guidate ai campi sperimentali, di Pomodoro da industria in epoca tardiva, organizzate dal CRPV in collaborazione con l'Aziende Agrarie Sperimentali 'Stuard', 'Vittorio Tadini', 'Mario Marani'.
Nella visita realizzata a Ferrara è emerso un buon comportamento per la maggior parte delle varietà di 2° livello e alcune varietà di 1° livello si sono distinte sia dal punto di vista agronomico che qualitativo. Fra queste, si segnalano: PX 02431185, Vulcan, PS 02313462 e alcune altre, frutto della ricerca genetica italiana: ES 34-05, ISI 29654, Nr 81.
Le prove di Piacenza hanno confermato un aspetto rilevato nella maggior parte delle aziende agricole, cioè che gli andamenti metereologici hanno determinato un basso livello produttivo. Il campo presentava anche un attacco tardivo di alternaria che ha consentito di discriminare le varietà più sensibili o che presentavano una maggior percentuale di frutti scottati.
Nelle prove di Parma, invece, si è riscontrata la presenza di diverse piante colpite da stolbur un citoplasma che colpisce in particolare le solanacee. Le piante presentavano la zona apicale senza foglie e anche nella parte più basale, le foglie erano accartocciate e laciniate. Si è avuta, inoltre, una ridotta produzione di frutti: questi maturati precocemente solo sulle branche più vecchie erano caratterizzati da piccola pezzatura con tessitura e sapore non appropriati.
Il Dr. V. Testi, del consorzio fitosanitario obbligatorio di Parma, ha evidenziato come siano in atto studi per identificare il vettore. Per maggiori ragguagli si rimanda ad un articolo di imminente uscita sulla rivista 'L'Informatore Agrario' a firma dello stesso Dr. Testi e di altri autori.
Complessivamente, nelle prove di 1° livello, erano presenti 27 materiali e 10 erano le varietà testate nel 2° livello. Relativamente al 1° si sono distinte: Es17-05, Heinz 1900 (test aggiunto), Nun 6005 TP, Vulcan, Riglio, e il test Heinz 9553. Nelle prove di 2° livello, quasi tutte le varietà hanno dimostrato un buon comportamento avvalorando le scelte fatte lo scorso anno.
Ribadendo che la sperimentazione varietale nel 2006 è stata realizzata grazie al contributo della Regione Emilia-Romagna, delle Associazioni dei produttori, delle Industrie di trasformazione e delle Ditte sementiere, si è dato appuntamento ai prossimi incontri di divulgazione previsti nel mese di dicembre, nei quali saranno resi noti sia i dati produttivi che qualitativi.

Visite guidate Mais da granella

Nelle giornate di giovedì 24 Agosto, martedì 29 Agosto e mercoledì 30 Agosto si sono svolte le visite guidate su Mais da granella organizzate dal CRPV in collaborazione con le aziende sperimentali Az. Marani (Ra) - Az. Stuard (Pr) - Az. Tadini (Pc) e il Consorzio Agrario di Ravenna.
Le visite sono state effettuate allo scopo di osservare le prove di confronto varietale (di ibridi precoci, medi e tardivi) inserite in diverse reti sperimentali: la rete regionale coordinata da CRPV e quella interregionale 'On Farm', coordinata dal CRA-ISPECER di Bergamo.
Nel corso delle visite, alle quali hanno complessivamente partecipato circa 100 persone tra agricoltori, tecnici e sementieri, sono state illustrate dai vari sperimentatori responsabili delle prove, le principali caratteristiche degli ibridi in osservazione, con particolare attenzione alla taglia. alla loro 'stay green' (cioè la persistenza fogliare) e 'stand ability' (la capacità di tenuta di campo all'allettamento). alle dimensioni della spiga. Lo stato sanitario delle piante è apparso soddisfacente in tutti i siti sperimentali, con bassi livelli di attacchi di piralide (meno presente rispetto al 2005). Questo dato è ritenuto molto importante perché. il lepidottero favorisce la contaminazione delle micotossine, in modo particolare le Fumonisine.
A riguardo della problematica micotossine, si segnala che tutti i campi inseriti nella rete 'On Farm' (5 campi in Emilia-Romagna) saranno monitorati per rilevare la presenza delle tossine: Aflatossina B1, Fumonisine B1+B2 e Deossinivalenolo (Don).
Al momento è iniziata la trebbiatura degli ibridi più precoci che è stata ritardata dalle piogge delle ultime settimane di agosto.
I dati sperimentali, dopo opportuna elaborazione statistica, saranno divulgati attraverso i mezzi più appropriati (pubblicazioni, incontri tecnici, sito CRPV).

Visite guidate Fagiolino da industria

Nel 2006 sono stati realizzati 2 campi sperimentali di confronto varietale sul fagiolino da industria che sono stati oggetto di due visite guidate organizzate dal Crpv rispettivamente a Cesena (17 Agosto) e a Ravenna (1 Ottobre).
Nel campo di Cesena, con raccolta in agosto 2006 hanno mostrato tolleranza al caldo le varietà Koala, Saporro, Molly, Tonivert, Jamaica, Tonga, Ilonka, Andante e Avalon, discrete Calgary e Bel Campo.
In autunno si sta terminando la raccolta nel ravennate: nella visita dell'1 Ottobre, tra le varietà di nuova introduzione, ha ben figurato Bel Campo confermandosi finora Koala, Jamaica, Calgary, Merida, Masai ed Andante.
In questo campo si stanno monitorando le eventuali suscettibilità delle diverse tipologie di legume ad Heliotis Armigera ed i primi rilievi stanno fornendo risultati relativamente inattesi in quanto sembrerebbero indicare l'esistenza di una diversa sensibilità varietale. Una terza prova di monitoraggio territoriale su nottua e piralide del fagiolino è appena giunta al termine. la prova (realizzata anch'essa con il cofinanziamento di Conserve Italia, Orogel e Fruttagel) ha fornito dati di grande interesse.
I risultati finali delle diverse prove verranno comunque divulgati in occasione della tradizionale giornata sulle orticole da industria che si terrà nella prima decade di novembre presso la sede della Az. Sper. Marani.

Visite guidate Pomodoro da industria in epoca precoce

Nelle giornate di Lunedì 07 e Giovedì 10 Agosto si sono svolte le visite guidate alle prove sperimentali di confronto varietale Pomodoro da industria in epoca precoce, promossa dal CRPV e realizzate in collaborazione con le aziende sperimentali (Az. Marani (Ra) - Az. Stuard (Pr) - Az. Tadini (Pc)) e Istituti Sperimentali di altre Regioni italiane. Le visite alle prove di confronto varietale, ubicate rispettivamente nelle valli del Mezzano a Ferrara, a S.Pancrazio (PR) e a Gariga di Podenzano (PC) sono state commentate dal Dott. Dadomo dell'Azienda Agraria Sperimentale 'Stuard'. In occasione delle due giornate un folto gruppo di tecnici di ditte sementiere, rappresentanti delle associazioni dei produttori, delle industrie di trasformazione e privati, hanno potuto valutare le caratteristiche di ben 38 varietà di I livello e 13 di II livello ripetute nelle tre località. Si sono potuti apprezzare aspetti agronomici quali precocità. resistenza alle fitopatie. fertilità. consistenza e colore delle bacche. pezzatura. grado di maturazione e, per le varietà piu' precoci, resistenza alla sovramaturazione.
Fatta eccezione per la comparsa tardiva di alternaria nel campo di Parma, la situazione fitosanitaria di tutte le prove è apparsa buona, confermando che l'andamento stagionale caldo e siccitoso non ha favorito lo sviluppo di batteriosi e peronospora. In presenza di questo quadro favorevole dal punto di vista sanitario, le cultivar hanno potuto manifestare il loro grado di adattabilità all'areale e all'epoca di coltivazione. Pur dovendo riconoscere il buon livello di tutte le varietà in prova, a testimonianza del lavoro di breeding operato dalle ditte cementiere, occorre affermare che le diversità di comportamento riscontrate nelle varie località hanno confermato l'importanza di avere prove varietali ripetute in più località e in più epoche d'impianto.
Il programma di visite all'Az.Stuard. comprendeva anche una prova per valutare l'effetto di due sistemi irrigui (manichetta e aspersione) sul comportamento agronomico delle varietà. Pur essendo in corso la raccolta dei dati produttivi e qualitativi, senza i quali è difficile differenziare il comportamento delle singole varietà, tuttavia si è comunque apprezzata una maggiore produzione nella prova irrigata a manichetta.
I dati, non appena elaborati, saranno oggetto di discussione poiché. si ritiene che possano essere utili agli agricoltori nella scelta degli impianti irrigui nonchè alle Associazioni dei produttori e alle industrie di trasformazione a fini sia di programmazione che contrattuali.
I prossimi appuntamenti sul pomodoro riguarderanno le visite alle cultivar tardive nella prima decade di settembre.

Iniziativa in ambito Tomato world in campo

Nell'ambito dell'11° Giornata del Tomato World in Campo organizzata a Podenzano dall'Azienda Sperimentale 'Vittorio Tadini' in collaborazione con il Crpv, si è svolta la consueta Visita alle prove di confronto varietale di I e II livello a ciclo precoce.
La Visita ha mostrato ad un folto gruppo di tecnici di ditte sementiere, rappresentanti delle associazioni dei produttori, amministratori pubblici, ben 38 varietà di I livello e 13 di II livello.
Non avendo raggiunto ancora la piena maturazione, si sono potuti apprezzare elementi agronomici quali la precocità e la resistenza/tolleranza alle fitopatie, mentre per altri aspetti come la consistenza, il colore delle bacche o la maturazione occorrerà attendere la seconda Visita che si effettuerà nel mese di Agosto.
L'andamento stagionale così caldo e siccitoso ha fatto sì che non si verificassero problemi di batteriosi o peronospora.
Alla fine della visita, si è svolta la parte convegnistica, che ha presentato a tutti i partecipanti un tema di attualità come quello dei distretti produttivi.
Interessante e ben articolato è stato il quadro generale fornito dal prof. Gabriele Canali dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, nel quale ha sottolineato come la creazione di una fitta rete di relazioni tra i diversi attori delle filiere produttive sia importante per la valorizzazione del prodotto, avanzando la proposta della creazione di un distretto produttivo unico per la zona di Parma e Piacenza.
Per contro, pur condividendo la scelta del distretto, sia gli interventi di Gianni Brusatassi (ASIPO), Marco Crotti (CIO) e Giovanni Lambertini (AINPO) hanno evidenziato come un concetto troppo restrittivo e circoscritto di distretto risulti controproducente per tutta la filiera.
Da qui, allacciandosi al concetto di 'Massa Critica', è emersa la proposta di estendere il distretto ad una zona molto più ampia, che comprenda, ad esempio, tutta la zona padana.
Ad ogni modo, anche da quanto emerso il 26 luglio a Roma in occasione della firma del primo Accordo Quadro sul pomodoro da industria, è importante mantenere linee di strategia unite e compatte a livello nazionale, per muoversi più facilmente in uno scenario comunitario che, in vista dei negoziati per la nuova Ocm ortofrutta e il disaccoppiamento proposta dalla PAC, potrebbe risultare svantaggioso per tutta la produzione nazionale del pomodoro.
Con queste prospettive la soluzione migliore per la tenuta della filiera nazionale, auspicata nell'intervento di chiusura da Luciano Trentini-Regione Emilia-Romagna, va cercata trovando un punto di equilibrio a livello europeo, in cui anche la Regione Emilia-Romagna giochi un ruolo di grande importanza.

Visita guidata Progetto ASTORIA

Lunedì 24 luglio si è svolta la consueta visita guidata al progetto Astoria, promosso dal CRPV e realizzato grazie alla collaborazione con le aziende sperimentali (Az. Marani- Az. Stuard- CSSAA). La visita guidata si è svolta presso l'azienda Neri di Longiano e l'Azienda Bocchini di Sala di Cesenatico, entrambe ad indirizzo orticolo.
I presenti hanno avuto modo di valutare nell'ambito di un sistema aziendale il ruolo della rotazione quale strumento per razionalizzare la concimazione, la difesa, il controllo delle malerbe e l'organizzazione aziendale. Presso l'azienda Neri di Longiano (FC), tipica azienda di piccole dimensioni convertita al biologico che pratica una coltivazione intensiva di ortaggi, sono state visitate le diverse colture mettendo in luce gli aspetti positivi e negativi.
Il controllo delle malerbe è risultato uno degli aspetti più critici e con maggior fabbisogno di manodopera. si è ribadita l'esigenza di intervenire tempestivamente per eliminare le erbe spontanee sia lungo i fossi (applicando uno sfalcio alternato che possa salvaguardare un'area di rispetto per gli insetti utili) che a fine raccolta, evitando che la minore competizione della coltura possa portare ad un incremento delle malerbe e alla maturazione del seme che andrebbe ad incrementarne il numero presente nel terreno.
La visita al campo di anguria trapiantato a metà maggio, ha permesso di valutare le difficoltà di contenimento degli afidi quando si abbia un forte attacco e non siano presenti ausiliari quali coccinelle ecc. L'esecuzione di trattamenti di difesa con i prodotti ammessi si è rivelata inefficace avvalorando la tesi che in biologico si debba promuovere un maggior equilibrio parassita-predatore mettendo in campo tutte le pratiche che possano incrementare la presenza degli ausiliari (trasemina di specie appetite al parassita su cui si sviluppano anche i predatori, creazioni di corridoi ecologici ecc.). Alcuni problemi legati al controllo del ragnetto rosso e degli afidi si sono riscontrati anche su melone e melanzana, mentre un andamento positivo si è riscontrato per altre colture quali: pomodoro (determinato allevato a terra), bietola da foglie e asparago. Nell'ambito dell'incontro sono state rimarcate anche le difficoltà ad ottenere una giusta remunerazione per il prodotto, che rappresenta una delle cause di stasi dell'agricoltura biologica dopo anni di forte incremento.
Nella seconda azienda, anch'essa di piccole dimensioni e ad indirizzo prevalentemente orticolo, il terreno è utilizzato in modo abbastanza intensivo durante la primavera-estate, mentre spesso rimane senza colture durante l'autunno-inverno non avendo strutture protette. Si è analizzato il problema della specializzazione colturale e della difficoltà ad ampliare la gamma di colture sia per la ridotta superficie che per i vincoli di commercializzare derivanti dai programmi con la propria cooperativa. Molte colture pur agronomicamente valide sono, infatti, di scarso interesse commerciale perché. hanno volumi troppo ridotti.
Nell'ambito della visita, si è avuto modo di approfondire aspetti legati al controllo delle malerbe (problemi su patata dovuti al convolvolo non controllato dal diserbo chimico) e all'impiego di nitrato di calcio invece del nitrato ammonico su lattuga iceberg. Si è discusso inoltre delle difficoltà di adottare un'adeguata meccanizzazione nelle aziende di piccole dimensioni e della necessità di rivedere l'organizzazione e la struttura delle attuali aziende per affrontare le nuove sfide del futuro.

Incontro tecnico Qualità delle colture cerealicole sementiere

Il 17 Luglio si è tenuto, presso la sede di SIS (Società Italiana Sementi) l'incontro tecnico 'Qualità delle colture cerealicole sementiere' organizzato da CRPV in collaborazione con SIS e Conase (Consorzio nazionale sementi). In apertura M. Nardi Segretario AIS, ha illustrato gli effetti della riforma PSC sulla qualità delle colture sementiere, con particolare riguardo per il frumento duro, evidenziando come in Italia i fondi per le attività di ricerca varietale siano di gran lunga più bassi di quelli stanziati da altri Stati membri quali Francia o Germania, cui corrisponde, ogni anno, un numero di varietà iscritte veramente esiguo.
Ciò a detrimento del panorama varietale che costituisce una delle ricchezze della nostra cerealicoltura.
Dopo queste note, non propriamente positive ma realistiche, i tecnici di SIS e in particolare S. Ravaglia, hanno illustrato alla platea, composta dai principali Consorzi agrari della Regione, da mangimisti, moltiplicatori di seme e rappresentati di Società sementiere, i risultati del progetto, cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna (L.R. 28/98) e da Soci del CRPV.
Negli anni 2004-2005 è stato effettuato il più importante monitoraggio in Emilia Romagna delle produzioni cerealicole sementiere, finalizzato al miglioramento qualitativo delle stesse quale strumento indispensabile di competitività del settore.
Con la partecipazione delle più importanti realtà sementiere della regione, nel biennio sono stati raccolti 277 campioni di grano tenero, 207 di duro e 94 di orzo, accompagnati da una scheda che raccoglieva le principali informazioni agronomiche e fitosanitarie delle aziende di provenienza degli stessi. Simulando le condizioni di uno stabilimento sementiero, tutti i campioni sono stati analizzati per i principali parametri di interesse quali scarto, resa, peso 1000 semi, germinabilità, ecc. e opportunamente incrociati con quelli delle schede agronomiche quali lavorazioni del terreno, difesa antiparassitaria, fertilizzazione, ecc. Ciò ha consentito di tracciare un quadro positivo, anche se molto variegato delle nostra produzione cerealicola sementiera.
Le prime indicazioni che è stato possibile trarre dalla grandissima mole di dati a disposizione (che verranno ulteriormente analizzati e interpretati) suggeriscono che il grano duro risulta la specie cui riservare la maggiore attenzione (questo anche in previsione di una sua forte espansione nel nostro territorio regionale), che è possibile intravedere un effetto che ambiente o area di coltivazione hanno sulla qualità delle produzioni stesse e, inoltre, che esiste una correlazione negativa tra percentuale di scarto e germinabilità e tra scarto e parametri merceologici.
E' stata oltretutto evidenziata l'importanza di operazioni colturali quali la difesa contro le fusariosi e il corretto uso di macchine per la raccolta.
Pertanto, pur considerando sufficientemente positivi i risultati di questo monitoraggio, si è rimarcato come i margini di miglioramento della qualità siano ancora notevoli, auspicando però una filiera ben organizzata in grado di valorizzare anche economicamente questi percorsi 'virtuosi'.

Visita guidata Anguria e Melone

Giovedì 14 Luglio, in un clima di discreta soddisfazione per gli attuali prezzi di mercato, si è svolta a Jolanda di Savoia (FE) la consueta visita alle prove di confronto varietale di melone e anguria allevati sotto tunnellino. Un nutrito gruppo di operatori e tecnici ha avuto modo di valutare in campo le caratteristiche agronomiche e sanitarie di 26 varietà di melone e di 39 varietà di anguria inserite all'interno delle prove di 1° e 2° livello. La mostra pomologica, allestita in parallelo alla visita ai campi, ha permesso di apprezzare le caratteristiche estetiche dei frutti (forma, dimensione, uniformità, colore della buccia e della polpa, ecc.).
E' stato inoltre possibile degustare il prodotto valutando il sapore, la consistenza della polpa e il grado zuccherino.
Per quanto concerne il melone, il giudizio è stato positivo per la maggior parte delle varietà di 2° livello. si sono messi particolarmente in luce: Tuareg, Radames, ed Es-03-056 nella tipologia retati solcati con buccia gialla a maturazione. Jago di ciclo medio-precoce nella tipologia lisci. Calibro e Magritte (retati-solcati) e Giusto (retato) fra le tipologie Extended Self Life e Long Self, Life), Drt6450 fra le varietà di tipo Charentais a frutto liscio con meridiani.
Sono apparsi molto interessanti anche alcuni ibridi inseriti nelle prove di 1° Livello, in particolare nelle prove DRT8387. PS929 retati con marcatura della fetta. PS 04913627 retato tipo Bingo ed ES01-203.
Per quanto riguarda l'anguria erano in prova varietà di tipo Crimson, sia a frutto tondo ovale che allungato, varietà delle tipologie Sugar Baby e Miyako e otto miniangurie. Fra queste ultime hanno riscosso particolare interesse due varietà seedless, qualitativamente valide nonostante il grado zuccherino e la consistenza della polpa non molto elevati.
Tra i materiali 'tradizionali' di calibro medio grosso sono state apprezzate in particolare: Early Crimara, 1075, Dulcis ed Es 03-011.
Tra la varietà testimoni ottimo il rendimento qualitativo di Assiria.

Prima Giornata tecnica dell'Albicocco

Venerdì 30 giugno si è svolta, presso la sala convegni dell'Azienda Agricola Sperimentale Dimostrativa 'Pantanello' di Metaponto (MT), la prima delle due Giornate Tecniche sull'Albicocco organizzate grazie alla collaborazione tra la Regione Emilia Romagna (CRPV e ASTRA- Innovazione e Sviluppo) e la Regione Basilicata (ALSIA e Azienda 'Pantanello').
Grande è stato l'interesse - confermato dagli oltre 300 partecipanti - per questo appuntamento che viene considerato come uno tra i più attesi per il settore frutticolo del Sud Italia.
La Mostra Pomologica ha dato la possibilità agli operatori del settore di assistere alla presentazione di ben 600 campioni tra pesco, albicocco e ciliegio provenienti dai campi di collezione del Progetto nazionale Liste varietali, dalla produzione organizzata e da programmi di miglioramento genetico sia pubblico che privato.
Il convegno, moderato dal Dr. Gallo (dirigente di ALSIA), ha evidenziato i molteplici aspetti dell'albicocchicoltura italiana, primi fra tutti quelli di ordine strutturale ed economico presentati dal Dr. Mennone (AASD 'Pantanello') il quale ha evidenziato come siano ancora prevalenti le importazioni in Italia, sia dalla Spagna (produzioni precoci) che dalla Francia (produzioni tardive). sebbene quello italiano sia un mercato attento e capace di premiare in termini economici la qualità del prodotto: da una indagine sui prezzi a livello locale è emerso che la varietà Antonio Errani è quella più pagata.
Per quanto concerne le innovazioni varietali nel Meridione (relazione del Dr. Bassi dell'Università di Milano) è emerso che la varietà Ninfa rappresenta ancora un capisaldo della produzione precoce, soprattutto sotto serra, mentre dalle nuove varietà come Orange Rubis, Sweetcot e Robada non sono emersi segnali precisi in quanto sono ancora in fase di studio.
Si è poi passati all'analisi delle diverse tipologie di portinnesti (Dr.ssa Pirazzini, ASTRA) che ha evidenziato come, sebbene da una parte stiano prendendo piede negli ultimi anni nuovi portinnesti di origine clonale ritenuti migliorativi rispetto al classico Mirabolano da seme, sia necessario effettuare un'attenta sperimentazione riguardante gli aspetti vegeto-produttivi, l'affinità d'innesto e l'adattabilità alle condizioni pedo-climatiche delle aree produttive più vocate all'albicocco.
Infine, dalla panoramica dei problemi fitosanitari per l'albicocco nel Metapontino, si è evidenziato un problema emergente di difficile controllo: il capnode delle drupacee. Al momento, il controllo di questo insetto appare problematico in quanto non sembra avere antagonisti diffusi ed efficaci e sia le trappole attrattive che gli interventi chimici hanno dimostrato ridotta attività.
La giornata è terminata con l'intervento del Dr. Fierro, Assessore all'Agricoltura della Regione Basilicata, il quale ha sottolineato l'importanza di queste manifestazioni, esaltando i benefici del gemellaggio tra la Regione Basilicata e la Regione Emilia-Romagna.

Seconda Giornata Tecnica dell'Albicocco

Si è svolto Mercoledì 12 luglio, presso la sala convegni di Apofruit di Cesena, l'appuntamento conclusivo delle Giornate Tecniche dell'Albicocco organizzate grazie alla collaborazione tra la Regione Emilia Romagna (CRPV e ASTRA- Innovazione e Sviluppo) e la Regione Basilicata (ALSIA e Azienda 'Pantanello'). Anche in questa occasione è stato riconfermato l'interesse (oltre 70 i partecipanti) per questi tradizionali appuntamenti nati dal gemellaggio di due Regioni fortemente impegnate nella produzioni di colture frutticole indirizzate verso una marcata specializzazione nella coltivazione e crescente attenzione verso le produzioni di qualità. Il convegno (i cui atti sono disponibili al link http://www.crpv.it/2003/MailAttachments/zipRelazioniAlbicocco.zip), moderato dal Dr. Mennone, ha analizzato gli aspetti strutturali ed economici dell'albicocchicoltura italiana, gli indirizzi tecnici e di mercato, nonchè le problematiche fitosanitarie emergenti in Emilia Romagna.
Sia dalla presentazione del Dr. Mennone che dalla relazione del Dr. Missere (Crpv) è emersa l'importanza per il nostro mercato di questa specie idonea alla coltivazione biologica e integrata, che non manifesta fenomeni di eccedenza e lascia ampi spazi di mercato a patto, però, che venga immessa sul mercato merce di qualità certificata sia sul piano produttivo che in relazione all'origine.
Dalla successiva panoramica dei problemi fitosanitari per l'albicocco da coltivazione biologica (Dr. A. Aldini, Apofruit Italia) e integrata (Dr.ssa M.G. Tommasini, Crpv), sono stati evidenziati alcuni problemi emergenti legati soprattutto a patogeni come la maculatura bruna, il deperimento batterico, i fitoplasmi e i virus, alcuni dei quali di difficile controllo, specie nelle colture biologiche.
Fra i fitofagi è emerso, anche nella nostra regione, il problema del capnode delle drupacee, una volta insetto tipico soprattutto dell'Italia meridionale.
Una specifica descrizione è stata fatta dal Dr. Poggi Pollini (DISTA - Università di Bologna) in merito ai fitoplasmi delle drupacee, problema che negli ultimi anni sta causando serie preoccupazioni in Romagna così come nelle aree albicocchicole trentine.
La giornata è terminata con la relazione del Dr. Reggidori e l'intervento conclusivo del Dr. G.L. Bagnara, Assessore all'Agricoltura della Provincia di Forlì-Cesena, che hanno sottolineato l'importanza sia di proporsi come registi sul mercato mondiale, specie nei riguardi della GDO, che di sviluppare programmazioni di valorizzazione delle produzioni legate a specifici territori per qualificare le produzioni locali.
La Mostra Pomologica su albicocco e pesco, svoltasi nel pomeriggio presso l'Azienda Sperimentale Martorano 5, ha dato la possibilità agli operatori del settore di assistere alla presentazione di oltre 100 campioni, tra albicocco e pesco, relativi a nuove varietà e selezioni provenienti da programmi di miglioramento genetico condotti da privati e istituzioni scientifiche pubbliche.
La giornata si è conclusa con la visita a un'azienda specializzata nella coltivazione dell'albicocco situata nelle prime colline cesenati.

Giornata divulgativa Colture orticole in serra

Il 27 Giugno scorso CRPV e ASTRA Innovazione e Sviluppo, hanno organizzato presso la sede operativa di Imola, la tradizionale visita tecnica alle colture di melone e pomodoro da mensa in serra, che è stata accompagnata da una mostra pomologica e da un incontro tecnico sulle caratteristiche dei teli biodegradabili a base amido e fotoselettivi.
In serra si sono apprezzate numerose nuove varietà di pomodoro da mensa fornite dalle ditte cementiere, che offrono ampia possibilità di scelta ai tecnici ed agricoltori per quanto concerne le tipologie produttive (insalataro a frutto tondo od allungato, a frutto rosso per raccolta singola o a grappolo, cherry ecc.). Per quanto riguarda il melone si sono valutate sia tipologie tradizionali che long shelf life, ben distinguibili per la forma e la retatura del frutto, e per le resistenze o tolleranze alle malattie. Nell'ambito della mostra pomologica si sono potuti apprezzare diversi caratteri a confronto: la colorazione dei frutti, la consistenza e la colorazione della polpa, il contenuto zuccherino e, più in generale, le caratteristiche organolettiche.
L'incontro tecnico che è seguito ha permesso di acquisire nuove ed interessanti informazioni sull'impiego dei film biodegradabili a base amido prodotti dalla ditta Novamont di Novara nella pacciamatura delle colture e dei film fotoselettivi commercializzati dalla ditta Polyeur di Benevento utilizzati sia per la pacciamatura che per la copertura delle serre. Da porre in rilievo per i primi, il vantaggio di non dover recuperare il film e smaltirlo in discarica perché. si degrada direttamente in campo grazie all'azione dei batteri. per i secondi, la possibilità di selezionare le onde luminose con effetti interessanti sia sul maggior riscaldamento del terreno, per un anticipo del ciclo produttivo, sia di controllo indiretto dei parassiti, che non tollerano di essere privati di onde luminose ad esempio nella fascia dell'utravioletto. La valutazione del costo di tali materiali, risultato paragonabile ai film plastici in polietilene, ha permesso infine di ipotizzare uno sviluppo di questi materiali con positivi effetti sull'ambiente.

Visita guidata Cereali autunno-vernini

Lo scorso 7 giugno presso l'azienda Stuard sono state organizzate, in collaborazione con CRPV e Pro.B.E.R., le visite alle prove su cereali autunno vernini e favino in biologico e le visite ai confronti varietali di frumento tenero in integrato.Per quanto riguarda i cereali (orzo, frumento tenero e duro), è stato rilevato un buono stato delle colture nonostante le semine ritardate di circa un mese rispetto all'epoca consueta e all'andamento particolarmente rigido dell'inverno. Molto danneggiate sono state, invece, le semine in epoca invernale del favino biologico, che di solito risultano migliori di quelle primaverili in questa località. Sempre in biologico, l'incidenza delle malattie sui cereali è stata particolarmente bassa su tutte le varietà. anche nelle prove in cui venivano confrontate diverse tecniche di disinfezione del seme non sono state rilevate patologie né. in fase di emergenza/post-emergenza precoce né. nelle fasi successive. E' stato invece rilevato un minor sviluppo vegetativo dei testimoni e delle tesi letamate, in tutte le precessioni considerate (favino, medica e pomodoro), rispetto a quelle fertilizzate con borlanda e pollina nelle prove di fertilizzazione per il miglioramento del tenore proteico del frumento tenero biologico. In integrato, invece, l'incidenza delle malattie, soprattutto di ruggine gialla e bruna, ma anche oidio, è più elevata, anche se per lo più limitata alla parte basale delle piante. Come nel resto della regione è stata rilevata la presenza di cimice del grano (Eurygaster maura), anche se a livelli bassi di infestazione.

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